Sarà inaugurata il 19 febbraio negli spazi del Complesso museale Santa Maria della Scala (Sale San Leopoldo e San Giuseppe) la mostra Paul Davis: Show People.

150 opere della collezione dell’artista, di cui 126 tavole originali (di vari formati; acrilici su tela o carta e pastelli) e 24 manifesti (stampati a dimensioni reali e montati su tela) illustrano il lavoro di Paul Davis, uno dei grandi maestri della grafica americana e delineano uno spaccato della storia del design, dell’illustrazione internazionale e dello spettacolo (soprattutto cinema e teatro) americano.
La mostra, promossa dall’Istituzione Santa Maria della Scala, in collaborazione con la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi di Siena è a cura della Galleria Nuages di Milano.
In mostra a Siena sono esposti, anteprima assoluta per l’Europa, i ritratti di personaggi celebri del mondo dello spettacolo: tra gli altri The Rolling Stones, Jimi Hendrix, Jean Gabin, Duke Ellington, Anthony Hopkins, Greta Garbo, Cat Stevens, The Beatles, Ezra Pound, George Gershwin, Jack Nicholson, Ingrid Bergman, Kevin Kline. Nel percorso della mostra i ritratti sono accompagnati dalle illustrazioni per le riviste e dai manifesti teatrali realizzati per il Lincoln Center, per la Mobil Schowcase e per il Public Theater di New York.
Davis ama in modo particolare ritrarre gli attori, che – come dice egli stesso – “hanno davvero tante caratteristiche che si spostano sui loro volti”.
Il suo lavoro ha riguardato anche il mondo politico. La famiglia Kennedy, il presidente Lyndon Johnson, l’intenso volto di Che Guevara ritratto per la rivista Evergreen, Ronald Regan e molti altri, sono ritratti da consegnare alla storia, con il loro iperrealismo e una “fissità quasi di pietra”. Davis ama lavorare con i volumi. I suoi soggetti sono prevalentemente pieni e tondeggianti e vengono resi nel senso ‘rinascimentale’ del termine. Il suo lavoro è narrativo, naturalista, è il suo modo di affrontare la realtà “per costringerla ad essere dalla nostra parte”.
L’artista deve la sua fama alle immagini legate al teatro. Nel 1975 Davis si associa a Joe Papp e al Public Theatre di New York. Un sodalizio che dura fino al 1991, durante il quale Davis è libero di utilizzare pienamente l’umorismo, la lucidità, l’intelligenza critica uniti a una certa audacia artistica. I suoi cartelloni per il Public Theater di New York sono, anche per coloro che non possono andare a vedere lo spettacolo, combinazioni uniche di glamour e potenza.
Parlando di teatro Davis afferma: “Il teatro è ciò che resta della vita reale dopo aver operato gli scarti necessari a dimostrare un concetto”. E l’arte del sottrarre è una strategia cruciale del lavoro di Davis, per cui eliminare i dettagli implica un incremento del potere emotivo dell’immagine.
Il catalogo della mostra, edito da Nuages, contiene un testo di John Lahr, autorevole giornalista della rivista americana New Yorker.

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